Il patto non è un pacco
La profonda sintonia regge. Ecco la legge elettorale di Renzi e Berlusconi. Letta: "Bene se riusciamo a fare le riforme"
Soglia al 37 per cento per far scattare il premio di maggioranza e sbarramento al 4,5 per cento per i partiti coalizzati. E’ questo l’accordo sulla nuova legge elettorale raggiunto in mattinata tra il Pd e Forza Italia. Decisivi per il raggiungimento dell’accordo, da quel che si apprende, sarebbero state le telefonate intercorse in mattinata tra Matteo Renzi, Silvio Berlusconi e Angelino Alfano. Il premio di maggioranza per i partiti o le coalizioni che superano il 37 per cento è stato fissato al 15 per cento. Leggi l'editoriale Il cucchiaio di Toti - Cerasa Le mosse di Renzi per non trasformare in un pacco il patto con il Cav.

Soglia al 37 per cento per far scattare il premio di maggioranza e sbarramento al 4,5 per cento per i partiti coalizzati. E’ questo l’accordo sulla nuova legge elettorale raggiunto in mattinata tra il Pd e Forza Italia. Decisivi per il raggiungimento dell’accordo, da quel che si apprende, sarebbero state le telefonate intercorse in mattinata tra Matteo Renzi, Silvio Berlusconi e Angelino Alfano. Il premio di maggioranza per i partiti o le coalizioni che superano il 37 per cento è stato fissato al 15 per cento.
L’accordo, siglato sulle modifiche al testo dell’Italicum, prevede anche la norma “salva Lega”, ovvero la possiblità di rappresentanza parlamentare per quei partiti fortemente radicati nel territorio che non superano la soglia del 4,5 per cento. Per quel che riguarda le candidature multiple si stanno ancora limando i dettagli ma, da quel che si apprende, l’ipotesi è di non consentire che lo stesso candidato si presenti in più di quattro collegi. La definizione dei nuovi collegi elettorali sarà ora affidata al governo che avrà 45 giorni di tempo per portarla a termine. In caso contrario sarà il parlamento a terminare i lavori.
Intervenuto in conferenza stampa dopo un incontro con il Presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, e il collegio dei commissari Ue, e richiesto di un parere sull’accordo appena trovato sulla legge elettorale, il Presidente del consiglio, Enrico Letta, ha risposto che “è una buona notizia per l’Italia se riusciamo a fare le riforme” perché “sono fondamentali per una democrazia per essere più competitiva e sono una parte essenziale delle riforme strutturali per marciare ancora più speditamente”. Il 2014, ha inoltre ricordato Letta, è l’anno in cui “dobbiamo riuscire a realizzare” le riforme istituzionali, la legge elettorale e la modifica dell’articolo V della Costituzione”. Letta ha poi precisato che “non appena si arriverà alla chirificazione dell’agenda sulle legge lettorale” verrà stilato il “contratto di programma che faremo con gli alleati che ci consentirà di marciare ancora più speditamente”.
Traguardando il semestre di presidenza italiana del Consiglio Ue, Letta ha dichiarato che “l’Italia dimostrerà di saper guidare bene l’Unione europea” ricordando però che per farlo dovrà “avere i conti in ordine, stabilità e le infrazioni delle normative europee risolte o in via di risoluzione”. Tutti – ha ricordato Letta – “vogliono che questo sia l’anno dell’Europa, ma soprattutto vogliamo che sia l’anno in cui l’Europa cambia. L’Italia – ha concluso – guiderà un semestre orientato in questo senso”.
Letta si è poi soffermato sulle condizioni economiche del nostro paese spiegando che rispetto agli ultimi tre anni, quando “l’Italia ha cominciato l’anno sotto la tempesta dell’emergenza finanziaria”, quest’anno si “ha la possibilità di fare scelte di medio-lungo periodo per essere più competitivi”. L’economia italiana, ha spiegato infatti il premier, “!ha buone speranze perché il 2014 sia un anno di crescita con almeno l’1 per cento” mentre per il 2015 è possibile “una crescita del 2 per cento”.
Traguardando il semestre di presidenza italiana del Consiglio Ue, Letta ha dichiarato che “l’Italia dimostrerà di saper guidare bene l’Unione europea” ricordando però che per farlo dovrà “avere i conti in ordine, stabilità e le infrazioni delle normative europee risolte o in via di risoluzione”. Tutti – ha ricordato Letta – “vogliono che questo sia l’anno dell’Europa, ma soprattutto vogliamo che sia l’anno in cui l’Europa cambia. L’Italia – ha concluso – guiderà un semestre orientato in questo senso”.
Letta si è poi soffermato sulle condizioni economiche del nostro paese spiegando che rispetto agli ultimi tre anni, quando “l’Italia ha cominciato l’anno sotto la tempesta dell’emergenza finanziaria”, quest’anno si “ha la possibilità di fare scelte di medio-lungo periodo per essere più competitivi”. L’economia italiana, ha spiegato infatti il premier, “!ha buone speranze perché il 2014 sia un anno di crescita con almeno l’1 per cento” mentre per il 2015 è possibile “una crescita del 2 per cento”.
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